Marsiglia, una città radiosa

Marsiglia da qualche anno vive un nuovo fermento. Spazi recuperati da edifici dismessi diventano gallerie d’arte. Quartieri periferici ospitano laboratori di giovani artisti. Negozi vintage ben dialogano con il carattere meticcio della città.

Francia-Provenza-Marsiglia-Vieux Port-pubblico

“Non capisci niente di Marsiglia se non capisci la sua luce”, diceva lo scrittore Jean-Claude Izzo. I suoi romanzi sono ambientati qui, nel dedalo dei vicoli del Vieux Port. Tra le vetrine delle boulangerie o delle pasticcerie, tra le architetture di Le Corbusier, i palazzi barocchi e i mercati del pesce. E quando mi accomodo sul grazioso balconcino in ferro battuto del bar La Caravelle per gustare uno dei migliori croissant della città capisco subito perché. La vista spazia dalle barche ormeggiate a Notre-Dame de la Garde, che dalla collina domina l’abitato. Lontano, s’intravede il Château d’If, in cui Alexandre Dumas immaginò fosse stato rinchiuso il conte di Montecristo.

Francia-Provenza-Marsiglia-Vieux Port-mercato del pesce-pesce sul banco

Sono arrivata nel cuore pulsante di Marsiglia all’ora del tramonto, giusto in tempo per fare due chiacchiere con i pescatori dell’unico banco ancora rimasto aperto per i ritardatari. Arrivano dal Maghreb, dai Caraibi e dell’Oceano Indiano. Sono approdati su queste rive dove hanno potuto cercare di costruire una vita migliore rispetto a quella che avevano nel paese d’origine. Oggi sette marsigliesi su dieci non sono originari di questa città: d’altronde lo diceva anche Izzo che “Marsiglia è la geografia delle felicità possibili”. All’imbrunire quelle persone lasciano il posto a strampalati giocolieri che improvvisano uno spettacolo intrattenendo un divertito gruppo di turisti. Nel 2010 è nata la città degli artisti di strada, un vero e proprio laboratorio nel cuore dei quartieri popolari, al cui interno risiedono sette compagnie. Una delle più attive è Générik Vapeur, che attraverso installazioni e performance anima giorno e notte l’area del porto.

Il Panier

Francia-Provenza-Marsiglia-sapone di Marsiglia

Il passaggio obbligato dal Vieux Port per raggiungere il Panier, il quartiere più antico di Marsiglia, è l’imponente gradinata di Montée des Accoules. “Un centinaio e più di scalini da salire e un dedalo di strade fino a rue Pistoles”. Lo descriveva così Izzo in “Casino totale“, il primo volume della trilogia che comprende “Chourmo” e “Solea”.

Il saliscendi di viuzze del rione che sorge alle spalle del municipio potrebbe inizialmente scoraggiare anche il visitatore più motivato. Ma chi ha letto anche solo qualche brano dello scrittore marsigliese non può resistere alla tentazione di curiosare in uno dei luoghi più amati da Fabio Montale, il poliziotto di origine italiana – più educatore di strada che sbirro – protagonista dei noir.

Francia-Provenza-Marsiglia-Panier-negozio vintage

Lo immaginiamo aggirarsi nel groviglio di stradine fino alla deliziosa Place de Lenche, alle prese con uno dei suoi casi intricati, fare una sosta al bar 13 Coins in rue Saint-François, a 500 metri dal commissariato centrale, per sorseggiare un pastis, l’aperitivo della città, ben descritto in Casino Totale: “Finii il pastis e ne ordinai un altro. Un vecchio amico, Corot, riusciva ad apprezzare il pastis solo dopo il terzo bicchiere. Il primo lo bevi per sete. Il secondo, beh, inizi ad apprezzarne il sapore. Il terzo te lo godi!”.

Per assaggiare questa tipica bevanda alcolica profumata all’anice basta fare una sosta a La Maison du Pastis, aperta di recente, al numero 108 del Quai du Port, non lontano da La Caravelle. La visita dei monumenti comincia alla Vieille Charité, il capolavoro incompiuto dell’architetto Pierre Puget. Costruita nel XVII secolo per accogliere i mendicanti, oggi ospita mostre temporanee. Per respirare il fermento artistico che permea la città passeggio lentamente in Rue du Petit Puits e faccio una pausa nella boutique Arterra, dove giovani artisti dipingono statuine del presepe.

Non andate via dal Panier senza un souvenir: si può acquistare il sapone di Marsiglia, venduto in tavolette nelle più svariate forme e fragranze nelle numerose savonnerie del quartiere o fare incetta delle tipiche navettes (dolci a forma di barchetta al profumo di fiori d’arancio) nella biscotteria Le Navettes de Accoules in Rue Caisserie.

Proprio in questa strada si trova Chez Felix, dove spesso Montale si rifugia per placare la sua inquietudine con un buon piatto caldo. Fra le specialità locali spicca la bouillabaisse, una zuppa dalle origini umili preparata con gli avanzi invenduti del pescato quotidiano.

Francia-Provenza-Marsiglia-Vieux Port-Bar La Caravelle

Oggi è il caso di diffidare dei ristoranti le cui lavagnette propongono questo piatto a 15 euro: la vera bouillabaisse viene servita in due tempi, prima la zuppa e poi il piatto di pesce, e costa intorno ai 50 euro. Chissà se, come il suo commissario, anche Jean-Claude Izzo era un buongustaio e amava la mescolanza dei sapori veicolati dalle correnti migratorie.

Cours Julien

Il centro della città si gira facilmente a piedi. Dal porto vecchio, seguendo La Canebière, si svolta su Boulevard Garibaldi e si arriva a Cours Julien, il quartiere più amato dai bohémien e dai graffitari, con un’atmosfera intellettuale e vagamente parigina: per il fermento che c’è, soprattutto la sera intorno alla piazza di forma allungata dove molti giovani si ritrovano per chiacchierare ai tavolini dei bar, può essere paragonato al Quartiere Latino della capitale francese. Nella zona abbondano i locali dove ascoltare musica, come El Ache de Cuba, rinomato per i concerti jazz. Di giorno quest’isola pedonale si anima grazie ai caffè all’aperto e ai mercati mattutini di fiori freschi (il mercoledì e il sabato) e di libri d’antiquariato (la domenica). Sul lato orientale della piazza si affaccia l’Espace Julien, uno spazio di intrattenimento che ospita performance rock, reggae e hip hop.

Belle de Mai

Bisogna spostarsi un po’ dal centro per arrivare nel quartiere Belle de Mai dove, dalla riqualificazione degli spazi dell’ex manifattura di tabacco costruita nel 1848, il Comune ha creato un contenitore creativo chiamato Friche La Belle de Mai. È un luogo di scambio culturale e di socializzazione, un laboratorio e una galleria per tutte le associazioni che promuovono forme d’arte.

La Joliette

Il quartiere La Joliette, attaccato al Vieux Port, è l’esempio più lampante del riciclaggio architettonico marsigliese. Qui, più che in altre zone, i malmessi depositi portuali sono diventate moderne sedi di boutique, ristoranti e strutture espositive come l’interessante Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée, che ha da poco aperto i battenti: raccoglie i reperti di civiltà che, con i loro traffici commerciali, hanno arricchito il patrimonio culturale continentale e di tutto il Mediterraneo.

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