Sei sempre stato affascinato dalla Provenza ma l’idea di organizzare il viaggio, studiare l’itinerario ed effettuare le prenotazioni ti scoraggia? In questo itinerario in Provenza on the road trovi un po’ di tutto: da un’escursione a cavallo in Camargue a una discesa di rafting alle Gorges du Verdon. Certo, se parti con le amiche sei più stimolata: l’idea di affrontare un viaggio con le persone con cui dividi gran parte del tuo tempo è di grande incoraggiamento soprattutto se c’è affiatamento e ci si divide i compiti. Come è successo a me.
Marsiglia, la prima tappa

Era il luglio del 2013 quando con Flaminia e Iolanda abbiamo deciso di visitare la Provenza, la regione più a sud della Francia, a un tiro di schioppo dall’Italia. Ci piaceva l’idea di continuare a esplorare i dintorni di Nizza dove avevamo trascorso un bellissimo capodanno utilizzando come base di appoggio il piccolo appartamento di Sara, a pochi passi dalla Promenade des Anglais. Nel giro di qualche giorno, dividendoci i compiti, abbiamo approntato l’itinerario che prevedeva lo spostamento in auto a noleggio da prendere all’aeroporto di Marsiglia. Approfittando degli eventi in programma nel mese di agosto (Marsiglia era Capitale Europea della Cultura nel 2013), abbiamo costruito il nostro percorso.

Durante la tappa di Marsiglia avremmo dovuto visitare La Friche la Belle de Mai, un ex zuccherificio e poi fabbrica di tabacco, che oggi ospita laboratori teatrali, studi cinematografici e workshop multimediali Ma a causa del ritardo del volo lo abbiamo trovato chiuso e così abbiamo optato per una bouillabaisse, una robusta zuppa di pesce e crostacei, che non si rivelerà la migliore del viaggio. Il dopo cena lo facciamo nel quartiere latino della città, a Cours Julien, il più amato dai bohemien e dai graffitari.
Ci siamo affidate alla guida Chatwin che, a differenza della Lonely Planet, suggerisce itinerari diversi rispetto ai più battuti con curiosità e aneddoti. La mattina dopo partiamo per Les Calanques, a una decina di chilometri da Marsiglia. Per raggiungere le baie che si aprono sul profondo blu del mare bisogna fare una passeggiata in discesa di circa mezz’ora: è piacevole e la facciamo. Al ritorno, dopo un bagno in acqua freddina rigenerante, facciamo l’autostop, anche se la temperatura è gradevole e mai eccessivamente calda.
Aix-en-Provence, un giorno con Cézanne

Quando arriviamo ad Aix-en-Provence, nel chiedere informazioni su come raggiungere il nostro alloggio, ci imbattiamo in una simpatica signora di mezza età che si offre di accompagnarci all’Hotel Cardinal in Rue Cardinal perché ritiene che la strada sia difficile da spiegare. Sale in macchina e restiamo colpite dall’affabilità con cui si è presentata a noi. L’hotel è lo stesso che compare nel quarto episodio del film “Al di là delle nuvole” di Michelangelo Antonioni in cui Niccolò s’innamora di una ragazza che prenderà i voti ed entrerà in convento l’indomani, proprio nella chiesa affacciata sulla via dell’albergo (Hotel Cardinal, Rue Cardinal 24). Aix è una città la cui eleganza si rivela passeggiando lungo le vie e nelle piazze, sempre animate.

Corso Mirabeu, delimitato da platani, fontane e palazzi signorili e la cattedrale di Saint Sauveur col bellissimo chiostro romanico (Rue Jacques de la Roque 34 ) sono assolutamente da non perdere. Siamo nella città di Paul Cèzanne, tra i luoghi che costellarono la sua vita e dove nacquero le sue creazioni. Visitiamo l’Atelier sulla collina di Les Lauves (Avenue Paul Cezanne; orario 10-18) e la proprietà di famiglia del Jas de Bouffan.

Facciamo una deviazione per raggiungere les Gorges du Verdon, lo spettacolare canyon creato dal fiume Verdon, per provare l’ebbrezza del canyoning prima di arrivare a Saint-Rémy-de-Provence. Il paesino è delizioso esattamente come l’avevamo immaginato: elegante, silenzioso. Scegliamo una tripla all’Auberge de la Reine Jeanne, a ridosso della zona pedonale.

Al manicomio di Van Gogh ci arriviamo percorrendo un viale di ulivi e cedri. Il luogo si chiama Saint Paul de Mausole, è appena fuori Saint-Rémy, ed è un antico monastero diventato ospedale psichiatrico nel 1855: un cartello avverte che funziona ancora. Davanti a un’aiuola fiorita c’è la riproduzione di Iris, una delle opere più famose dell’artista.

Mi piace ritrarre le mie amiche a loro insaputa sotto gli alberi che circondano l’edificio. Tornando ci fermiamo alle rovine di Glanum, una città greco-romana. Immancabile uno scatto sotto l’arco di trionfo.
Les Baux-de-Provence e un bagno alla lavanda

Lungo la strada che ci porta a Les Baux-de-Provence, uno dei più suggestivi villaggi provenzali dominato dalle rovine di un castello, ci concediamo un “bagno”nell’immenso campo di lavanda che circonda l’abbazia di Senanque.


Arrivando da una stradina tortuosa, il colpo d’occhio sulla chiesa e sulla macchia viola che la incornicia è splendido. Ci tuffiamo nella vastità della profumata distesa color lilla per scattare foto in quantità. Ci fermiamo di nuovo sulla strada quando notiamo un piccolo museo. E quando notiamo un ragazzo che con il rastrello pulisce il campo di lavanda accanto all’edificio, non resistiamo alla tentazione di chiedergli se possiamo fotografarlo. Quindi, lo seguiamo giocando a fare le contadine.

La festa della lavanda a Sault

Ci prepariamo alla festa della lavanda di Sault, evento attorno a cui ruoto tutto il nostro itinerario. Sault è un paesino delizioso abbarbicato su una collina. Facciamo in modo di arrivarci la mattina del 15 agosto. Non vogliamo perdere nemmeno un minuto della festa dedicata a questa pianta straordinaria e dai molteplici effetti. Ci scateniamo nelle danze quando un gruppo scapestrato di musicisti intona i primi motivetti e una signora del posto ci invita a ballare. La festa è allestita all’interno di un fitto boschetto dove sono esposti decine di trattori. Non ci lasciamo scappare l’occasione di salirci sopra per la foto di rito.

Atmosfere gitane a Saintes-Maries-de-la-Mer

L’ultima tappa del nostro viaggio in Provenza on the road è Saintes-Maries-de-la-Mer. Se arrivando in questo isolato villaggio penserete di aver inavvertitamente attraversato il confine con la Spagna, ritenetevi giustificati. C’è molto dell’Andalusia in questo luogo remoto che tutto sembra tranne l’elegante Francia. All’ingresso del paese notiamo una distesa di camper, pare che sia la meta prediletta dei turisti itineranti. Si respira un’atmosfera gitana, di festa. Basta uscire di qualche chilometro per immergersi nella quiete della laguna, tra fenicotteri rosa e i cavalli allevati allo stato brado. Siamo in Camargue, un paesaggio naturale dalle atmosfere uniche. Disegnato dalle acque del Rodano, che qui sfocia nel Mediterraneo disperdendosi nei mille stagni e canali del suo delta.
Le montagne delle saline sono talmente luccicanti da abbagliare: ci troviamo davanti a un’immensa pianura lagunare tra canneti, risaie, e acquitrini. Sulla strada s’incontrano numerose fattorie che organizzano trekking a cavallo. Ovviamente non ci lasciamo sfuggire l’occasione di montare in sella e di perderci tra i canneti sorprendendoci di fronte all’incredibile spettacolo dei fenicotteri rosa, che quasi si mettono in mostra davanti al mio obiettivo. Per tre notti scegliamo un appartamento con uso cucina dell’Hotel Le Petit Mas des Barres a circa cinque chilometri dal villaggio.
Arles, nuove amiche e una tappa non programmata
L’incontro con Colombine, Anastasie e le altre cugine di Lione su una delle spiagge più selvagge della Camargue, ci scombina un po’ i programma di viaggio. Le nuove amiche ci invitano a cena nella loro casa di Arles. Accettiamo con grande piacere ed è quella sera che scopriamo il pastis, l’aperitivo alcolico al profumo di anice – che diventerà il leitmotiv del viaggio – e la tapenade, il patè di olive insaporito da capperi e acciughe con cui i locali stuzzicano il palato prima di cena. Il giorno dopo ritorniamo a visitare la città che ci appare festosa. E’ qui che visse Van Gogh di cui visitiamo L’Espace ricavato in un ospedale (Place du Docteur Felix Rey) e la Fondazione Van Gogh (Palais de Luppè, 24 bis Rond point des Arenes).
A Place de la Republique si ammirano: Cryptoportiques, gallerie sotterranee cuore pulsante della città romana (nell’Hotel del la Ville) e Les Arenes, l’anfiteatro romano. Eleganti Les Alycamps, i viali che portano alla chiesa di Saint Honorat, sormontata da una bella torre-lanterna ottagonale.
Accettiamo un secondo invito dalle amiche francesi a patto che la cena sia italiana e interamente preparata da noi. Su suggerimento di Flaminia cuciniamo spaghetti con le alici in mollica di pane abbrustolita. L’indomani dedichiamo un pomeriggio soltanto a Palazzo dei Papi di Avignone, dove arriviamo giusto in tempo per farci sorprendere dalla luce del tramonto.
Cassis, la perla della costa

Il tratto di costa che da Marsiglia porta a Tolone svela, a chi non sente la fatica di una passeggiata a piedi, calette nascoste tra canyon rocciosi e cabanons. Non a caso la Provenza fece da laboratorio en plein air a Cézanne e Van Gogh che trovarono l’ispirazione per le loro opere nella luce e nei colori del sud della Francia, dal rosso della terra, al bianco della pietra, all’arancione degli alberelli bassi delle vigne. Come quelle di Cassis, che incontriamo lungo l’A50, con i suoi terreni sabbiosi e granitici, ricchi di arenaria. Arriviamo in paese all’ora del tramonto, e dal porticciolo ammiriamo il castello arroccato sulla roccia. Merita una visita anche La Ciotat, dove quasi centoventi anni fa Auguste e Louise Lumière girarono l’arrivo di una locomotiva a vapore; la stazione, che non sembra essere cambiata molto con le pensiline, le sale d’attesa e le tettoie in stile liberty, delude però quanti si aspettano di trovare se non un museo, almeno dei cimeli del set dove nacque la storia del cinema.

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